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Plenaria Forum online 30 maggio

30 maggio ore 14.30 plenaria del Forum




Tavoli in corso: https://forumartecontemporanea.wordpress.com

Plenaria 30 maggio 2020, ore 14.30


Il mondo reale dell’arte è molto diverso dal mondo percepito dell’arte. Non è solo un mondo di opening sfavillanti, di record dei top lot nelle aste. Il mondo reale dell’arte italiana è fatto di migliaia di operatrici e operatori artisti, curatori, galleristi, ma anche installatori, educatori, intermittenti di vario tipo che fanno ricerca, producono opere, allestiscono mostre, elaborano testi, realizzano workshop, progettano, sbagliano, cancellano, sperimentano: sono costoro che, silenziosamente, tutti insieme, stanno scrivendo le pagine della nostra contemporaneità.

Tutto questo mondo, poco visibile e mal incasellato nei sistemi burocratici, rischia di essere completamente spazzato via, dimenticato dalla politica e dal Governo, quando più della metà dei suoi addetti non rientra nei sussidi previsti per la crisi causata dalla pandemia, quando ne viene negato il contributo essenziale nel progettare la ripartenza, espellendo non solo dai programmi di ricostruzione, ma anche dal vocabolario, la ricerca artistica e forme d’arte che non siano di intrattenimento.

 

Per questo centinaia di operatori del settore si stanno incontrando in questi giorni in un appuntamento del Forum dell’arte contemporanea italiana convocato d’urgenza, intitolato appunto Chiamata alle Arti, che da alcune settimane si sta svolgendo online. Si affrontano le questioni più stringenti, cercando di elaborare proposte da presentare al Governo per far fronte alla situazione contingente, ma si cerca anche di ridefinire una visione del mondo dell’arte a venire.

Sei sono i tavoli di discussione, in cui i vari partecipanti stanno toccando i temi dello statuto degli artisti e del loro sostegno finanziario, del ruolo cruciale delle comunità territoriali e artistiche, della sostenibilità dei musei e delle istituzioni indipendenti, del mercato dell’arte, dello sviluppo dell’online e della ridefinizione dell’Italian Council, ossia dell’istituto per il sostegno e la produzione dell’arte contemporanea italiana nato in seno al Ministero della Cultura proprio in seguito al primo Forum svoltosi a Prato nel 2015.

Ma ciò che emerge dalle discussioni non è solo una serie di proposte contingenti. È un’idea dell’arte che, come sempre nella storia, è anche una nuova visione del mondo. “Bene comune” è la voce che più si sente circolare tra gli  interventi di questi giorni, in riferimento a un’arte che non sia veicolo di meccanismi neoliberali, ma parte di una società in cui le istituzioni e gli operatori siano in stretta relazione con la comunità di cui fanno parte, un’arte che sia strumento di benessere sociale, più che elemento privato di costituzione di capitale.

 

Il pomeriggio del 30 maggio a partire dalle 14.30 in una plenaria pubblica svolta online, i coordinatori dei sei tavoli porteranno alla discussione i risultati del lavoro di queste settimane, finalizzati alla stesura di un documento contenente proposte e richieste, che nei giorni successivi sarà inviato all’attenzione degli organi di governo.

 

In un momento di grande mobilitazione nazionale del mondo della cultura e dell’arte, il Forum dell’arte contemporanea aderisce alla manifestazione indetta dal gruppo Professionist* dello Spettacolo e della Cultura e che si terrà lo stesso 30 maggio nelle piazze italiane.

 

Attualmente le discussioni dei tavoli si stanno svolgendo in un’alternanza di momenti pubblici e altri a invito di esperti specifici, ma sempre nella filosofia di inclusione e di dibattito aperto che caratterizza il Forum.

Questi, nello specifico, i titoli e i temi, il cui sviluppo può essere seguito sul blog https://forumartecontemporanea.wordpress.com:

 

·      Dalla città creativa alla città della cura, proposte per nuovi paradigmi relazionali (coordinato da Pietro Gaglianò e Institute of Radical Imagination rappresentato da Marco Baravalle ed Emanuele Braga)

Il tavolo si concentra sul superamento dell’economia dell’evento per sganciare l’arte dalle logiche del consumo e dalla rendita immobiliare e connetterla alla cura, alla pratica e all’immaginazione di nuove forme di vita in comune. Voci del mondo dell’arte, del transfemminismo, della pedagogia sperimentale, dei movimenti radicali si confrontano sulla critica del modello di mobilità del mondo dell’arte neoliberale, sul ricentramento dell’abitabilità dei luoghi e sul Reddito incondizionato, fondamentale per mettere la produzione al servizio della cura.

 

·      È il momento di trasformare l’Italian Council in un programma di sostegno continuativoGruppo di lavoro orizzontale sulla ridefinizione dei campi della ricerca e della produzione artistica e degli strumenti per sostenerle (coordinato da Matteo Lucchetti e Valerio Del Baglivo)

Ripensare collettivamente e orizzontalmente la definizione di "ricerca artistica", in prospettiva di interdipendenza dalle discipline, inclusione sociale, equità di genere, e superamento delle strutture patriarcali. Vogliamo immaginare nuove forme di sostegno pubblico attraverso il ripensamento dello strumento "Italian Council", come ente autonomo e a sostegno continuativo, anche alla luce dello scenario post-Covid19.

 

·      La cosa pubblica: diritto e necessità. Quali prospettive per le istituzioni artistiche? (coordinato da Anna Daneri, Lorenzo Balbi, Silvia Simoncelli e Federica Patti)

Artisti, rappresentanti di musei, fondazioni ed enti non profit si confrontano su strategie, programmi futuri e proposte di forme di sovvenzione, detassazione e di modelli di sostenibilità applicabili. Al centro della discussione, il ruolo delle istituzioni nel sostegno dell’arte intesa come welfare e diritto inalienabile, nella promozione della ricerca, di attività di impatto sociale, di coinvolgimento delle comunità e di pratiche di attivazione dello spazio pubblico. Viene anche affrontato il tema delle modalità digitali e della multimedialità nella produzione di saperi condivisi e accessibili, superando la visione dell’intrattenimento.

 

·      Nuovi “Istituzionalismi” indipendenti: ripensare il sistema della cultura e dell’arte in termini sociali, politici ed economici (coordinato da Neve Mazzoleni e Aria Spinelli)

Il tavolo proporrà modelli innovativi che rimettano al centro il ruolo economico, sociale e politico della cultura e nuove forme di dialogo tra enti, fondazioni e spazi indipendenti per permettere una nuova collaborazione e mutuo sostegno nella valorizzazione e promozione della cultura e dell’arte contemporanea.

 

·      Quale futuro per il mercato dell’arte? (coordinato da Adriana Polveroni e Cristina Masturzo)

Attraverso il confronto con i principali operatori del mercato dell’arte italiano, il tavolo raccoglie e coordina le proposte per un piano di sviluppo condiviso. Il mercato può e deve ripensare sé stesso, dando il proprio contributo anche da un punto di vista culturale – se è vero che mercato significa anche cultura – al più complessivo rinnovamento del sistema dell’arte.

 

·      Il lavoro nell’arte: se la normalità era il problema (coordinato da Francesca Guerisoli e AWI, Art Workers Italia rappresentata da Elena Mazzi)

Il tavolo si concentrerà sul riconoscimento professionale della categoria delle arti visive, definendo principi etici e strumenti operativi come basi per immaginare un orizzonte alternativo, fondato sulla sostenibilità e la dignità del lavoro.

 

Il blog è interattivo, permette di inviare contributi ed interagire con i tavoli di lavoro.

 

Il Forum dell’arte contemporanea italiana è una organizzazione informale, nata a Prato nel 2015, dove in 40 tavoli sono stati discussi i principali temi relativi al sistema dell’arte italiana, tra cui la creazione di un Art Council di supporto alla produzione degli artisti che dopo poco è diventato realtà per opera del Ministero della Cultura.

Nel corso del tempo, attarveso consultazioni permanenti tra i propri membri e appuntamenti successivi svolti in diverse città italiane - Genova, Torino, Bologna - coinvolgendo migliaia di addetti ai lavori, ha predisposto proposte per la quasi totalità delle problematiche inerenti il sistema delle arti visive: l'educazione, la produzione, la promozione, la fiscalità etc. L'attuale board di coordinamento costituito da Lorenzo Balbi, Diego Bergamaschi, Eva Frapiccini, Pietro Gaglinò, Ilaria Lupo, Maria Giovanna Mancini, Elena Magini, Stefano W. Pasquini, SilviaSimoncelli a causa della situazione urgente si è allargato chiamando a collaborare i membri dei board passati: Ilaria Bonacossa, Fabio Cavallucci, Antonella Crippa, Anna Daneri, Cesare Pietroiusti, Pier Luigi Sacco, Chiara Vecchiarelli.



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